Impariamo creando (Escape the Museum)
Ragazzi creano un videogioco dentro un museo di scienze naturali
visitare un museo per ricrearlo in 3D
cercare il diorama o il fatto che più interessa da trasformare in gioco
imparare a scegliere tra le proprie mille idee e usare le tecnologie creative
lavorare come una squadra per finire il progetto entro sera
divertirsi nel giocare tutti insieme
Anche quest’anno siamo tornati per il Festival Game Ground al Museo di Scienze Naturali di Bolzano per condurre una Mini Game Jam con una quindicina di giovanissimi, per portare avanti l’idea che ci muove ormai da 10 anni: imparare qualsiasi cosa creando videogiochi a tema.
Passare da utenti passivi a progettisti (designer) multimediali apre nuove frontiere per la propria creatività e per la dimestichezza con le tecnologie, imparando nuovi linguaggi e nuove forme di interazione.
Dal punto di vista pedagogico sappiamo bene che
se una cosa la ascolto la dimentico
se la leggo la ricordo
se la pratico la comprendo
se la spiego ad altri la approfondisco
E creare un videogioco che racconta un argomento è un po’ come spiegarlo con un nuovo linguaggio, con un medium del XXI secolo.
Se l’anno scorso il tema era la convivenza tra uomini e natura selvaggia (👉🏼 leggi qui il resoconto) quest’anno ho portato un altro tema: raccontare il museo stesso, e una nuova tecnologia: la fotografia immersiva (360).
I partecipanti erano 14, tra i 7 e i 14 anni, abbiamo iniziato alle 9:30 e abbiamo finito alle 18:30. Ecco il gioco finale e un racconto di come abbiamo lavorato.
🟧 Gioca subito “Escape the Museum”
👉🏼 https://edu.delightex.com/FYP-KML
Il gioco funziona sia su PC che su smartphone / tablet.
Per finirlo bisogna trovare tutte e 9 le “Megachirelle” sparse nei mondi fantasiosi del Museo per poi accedere alla stanza finale. Parlando con tutti i personaggi si può sbloccare un bonus opzionale.
Dovrebbe essere abbastanza facile finirlo in 15 minuti.
🟧 Come abbiamo lavorato
Dopo un’introduzione a come funzionano i videogiochi e i principi creativi che li sottendono, abbiamo visto il trailer di “Una notte al Museo” che in qualche modo corrispondeva all’idea di raccontare gli elementi del museo che prendevano vita.
Volevo che i ragazzi facessero uno studio e una rappresentazione del Museo “reale” aggiungendoci una componente di pura fantasia.
Avremmo quindi avuto una parte del gioco ambientata nelle stanze reali del Museo, e poi a piccoli gruppi avrebbero creato dei personaggi e situazioni senza limiti di creatività.
Ho spiegato come avremmo lavorato, iniziando da una visita completa del Museo (che per fortuna non è enorme, solo 10 stanze, con temi ben definiti) dalla fauna dell’alta montagna ai minerali, dai fossili agli acquari, dai ghiacciai di 20.000 anni fa ai cimiteri dei formicai…
Avevo già fatto un giro del Museo con il direttore che mi aveva sottolineato gli aspetti più interessanti e caratteristici da evidenziare ai ragazzi.
Non sono mancati momenti ilari quando per fare le foto 360 tutti si mettevano nelle pose più improbabili. In ogni caso poi avremmo fatto le foto senza persone che sarebbero state più adatte al videogioco.
Le foto dell’esplorazione del museo sono raggiungibili dalla fine del gioco e le ripropongo qui: https://edu.delightex.com/WEB-CYZ
Rientrati abbiamo dedicato un’ora al definire il chi e cosa fare e metterlo su carta
quale tema?
quale personaggi lo introduce?
cosa deve fare il giocatore?
come è l’ambiente?
La regola base è non aprire il computer o mettersi a lavorare senza prima avere un minimo progetto scritto e concordato con gli altri.
Qui potete vedere le schede di progettazione distribuite ad ognuno.
🟧 Imparare la tecnologia
La tecnologia deve essere semplice e se fatta bene si può imparare ad usarla quasi in modo intuitivo. I ragazzi sono poi molto più svegli di quanto non si pensi (soprattutto in ambito digitale).
Per questi laboratori “veloci” uso https://www.delightex.com che è una piattaforma completa ed estremamente accessibile. In neanche mezz’ora tutti avevano capito come funzionava e le potenzialità e non avevo finito l’introduzione che quasi tutti stavano già creando.
Una delle chiavi della nuova educazione è innescare l’auto-esplorazione e rimanere a disposizione incentivando domande di approfondimento.
A lato delle foto reali immersive con una fotocamera 360, quest’anno ho introdotto un’altra tecnologia: l’Intelligenza Artificiale generativa, dove con un prompt si può generare un ambiente 360. Qui potete vederne un esempio usato per una scena del gioco:
Imparare a trasformare le proprie idee in qualcosa di plastico è estremamente utile per tutti.
Questa è la scena generata che è stata integrata nel livello dei Cristalli da una ragazza che non aveva mai fatto niente del genere prima.
Potete vedere anche un accenno di programmazione a blocchi, davvero leggibile da chiunque.
Dopo il panino mangiato sul computer il pomeriggio è volato nel turbinio della creatività, della collaborazione, dell’imparare a fare cose nuove. Io e Fabio eravamo solo “assistenti” e abbiamo fatto davvero poco del progetto finale.



🟧 Da utenti a designers
Qui potete avere un’anteprima delle 25 scene che sono state create in poche ore e compongono questo videogioco: 10 scene sono le foto 360 del museo, adeguatamente “popolate” da personaggi digitali che raccontano aneddoti e fatti sul museo e introducono alle 9 scene di fantasia con giochi da risolvere.
Dimenticavo la storia del gioco che hanno creato i ragazzi: il Museo ha preso vita e la celebre Megachirella (l’antenata di tutte le lucertole e serpenti, di cui il Museo ha il fossile trovato in Alto Adige) ha perso 9 figlie che sono scappate in giro e il giocatore deve andare a trovarle tutte.
Questa storia ha permesso a tutti di avere un obiettivo semplice da perseguire e costruire una semplice narrativa: dove è finita la piccola megachirella? come la si salva?
Rientrando nella stanza iniziale del Museo si vedono tutte le chirelle trovate e quando si è visitato completamente il museo si aprirà il gran finale….
Ricordo che la piattaforma permette di copiare il progetto del gioco e vedere come è stato fatto: https://edu.delightex.com/FYP-KML
🟧 Conclusioni
La domenica mattina abbiamo raccontato il progetto e come l’abbiamo realizzato, invitando i genitori dei ragazzi ad abbracciare l’aspetto creativo dei videogiochi e se i ragazzi volevano proseguire potevano approfondire la piattaforma Delightex (che ora ha anche una versione professionale per creare sopratutto videogiochi di qualità ed ha un piano gratuito più che buono: 👉🏼 https://nova.delightex.com )
Per chi è in zona Bolzano si può partecipare agli incontri settimanali dei giovani creativi promossi dall’Associazione UPAD Beyoung che organizzava il Festival (maggiori informazioni 👉🏼 https://www.upad.it/beyoung/ )

Come sempre se tutto questo vi è piaciuto e magari volete proporre una giornata simile nella vostra scuola / museo / antro medioevale, 👉🏼 potete scrivermi e/o partecipare alla community 2042 che stiamo costruendo 👉🏼 https://2042.discourse.group
Ormai abbiamo fatto dozzine di questi laboratori e piacciono molto a tutti, sono semplici e serve giusto un computer a testa (qui i ragazzi si portavano il loro o un tablet)
Nella prossima newsletter vi racconterò di Videogiochi e Diritti Umani e del recente evento internazionale The Power of Play e della Summer School su Peace, War and World Order a cui ho partecipato.
Vi saluto con un aneddoto: la mattina stava venendo al castello un bambino con la sua mamma. Gli chiedo:
ti piacerebbe creare anche tu un videogioco?
si, ma ho troppe idee! non saprei quale scegliere!
e lo so! per questo la cosa migliore è lavorare con gli altri, scegliere la prima idea e realizzarla.. se non piace passare a quella dopo. Devi sapere che è facile mettere tanta roba sul tavolo. il difficile è togliere il non necessario e il superfluo!














Davvero complimentoni al nostro preparato e instancabile Prof. che ci ha guidati per mano e imbeccato sempre al momento giusto (un grazie anche al fido assistente Fabio) permettendoci di completare questo progetto nei tempi prestabiliti, cosa davvero da non credere, specie per chi si approccia per la prima volta con questi strumenti. Arrivederci all'anno prossimo!